sabato 27 agosto 2016

L'Italia ed i suoi terremoti...

"In memoria delle nostre vittime ... per non dimenticarle e per ricordare"

Il Geologo Giampiero Petrucci ha redatto un elenco con tutti i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 verificatisi in Italia. 
L'elenco è stato pubblicato su MeteoWeb: tutti i terremoti con magnitudo superiore a 5.5 della storia d’Italia.


Data
Zona
Magnitudo
Note
Vittime
217 a.c. ITALIA CENTRALE
Epicentro stimato tra Siena ed il lago Trasimeno.
6.5 Il terremoto più antico di cui si ha notizia storica. Avvertito in gran parte dell’Italia centrale (allora chiamata Etruria).
?
174 a.c. SABINA
Epicentro stimato nei pressi di Poggio Mirteto.
6.6 ?
100 a.c. MARCHE
Epicentro nei pressi di Mogliano.
5.8 ?
91 a.c. REGGIO CALABRIA 6.3 Individuato negli scritti del greco Strabone che descrive crolli nella maggior parte degli edifici cittadini. ?
76 a.c. REATINO 6.6 Distrutta gran parte della città di Rieti. ?
56 a.c. MARCHE
Epicentro nei pressi di Recanati.
5.8 ?
05.02.62 CAMPANIA 5.8 Certamente danneggiate Pompei ed Ercolano oltre a Nocera ed alcune zone di Napoli. ?
25.08.79 CAMPANIA
5.7 Associato alla celebre eruzione distruttiva  del Vesuvio. ?
99 SANNIO
Epicentro vicino a Circello.
6.3 ?
10° 101 ABRUZZO
Epicentro nei pressi di S. Valentino.
6.3 Danni in tutto l’Abruzzo, avvertito in gran parte dell’Italia centrale. ?
11° 346 SANNIO
Epicentro nei pressi di Castelpagano
6.0 ?
12° 361-363 STRETTO DI MESSINA 6.6 Datazione difficile (per alcuni autori 363, per altri 374). Interessa le sponde dello Stretto e per questo viene paragonato, pur essendo meno potente, a quello del 1908. Diversi morti e crolli sia a Reggio Calabria che Messina, probabilmente colpite anche da tsunami.
Avvertito anche alle Eolie e nella Sicilia settentrionale, con danni a Tindari.
?
13° 21.07.365 SICILIA
(CRETA)
Epicentro a sud di Creta.
8.0 Il primo evento “universale” data la sua vastità, tra i più potenti di tutti i tempi in Europa. Danni rilevanti in tutto il Mediterraneo ed associato ad uno tsunami che devastò anche le coste della Sicilia orientale. ?
14° 375 BENEVENTO 6.0 Distrutta gran parte della città, Alcune fonti considerano come data di questo evento il 369. Morta almeno la metà della popolazione.
15° 443 ROMA
Epicentro stimato nei pressi di Gallicano.
5.7 Danneggiati diversi monumenti tra cui anche il Colosseo e l’anfiteatro, crollati alcuni edifici ed una navata della basilica di San Paolo. ?
16° 778 VENETO
Epicentro nei pressi di Treviso.
5.8 Treviso semidistrutta. Avvertito in tutto il nord-est. Segnalate centinaia di vittime.
17° 848 SANNIO
Epicentro a sud di Castel Pizzuto.
6.0 Interessati Campania e Molise, danni anche nel Matese. Morti ad Isernia.
18° 31.08.853 MESSINA 6.3 Definito “grande terremoto” in diversi scritti ecclesiastici ma ancora poco noto. ?
19° 951 ROSSANO 6.0 Semidistrutta la città. Incerto il numero delle vittime.
20° 25.10.989 IRPINIA
Epicentro nei pressi di Carife.
6.0 Distrutto il paese di Ronza, mai più ricostruito. Ingenti danni anche a Benevento, Capua, Conza (dove muore il vescovo), Frigento. Sconosciuto il numero delle vittime, almeno qualche centinaio.
21° 03.01.1117 VERONA
Epicentro ad est di Ronco Adige.
Per alcuni autori possibile sviluppo di sequenza sismica a diversi epicentri.
6.5 Riscontrato in almeno 85 siti, il terremoto più devastante di tutti i tempi nel nord Italia.
Gravissimi danni a Verona, con crollo parziale dell’Arena e del duomo. Avvertito in tutto il nord Italia, gravi danni (con crollo di numerosi edifici) anche a Cremona, Padova, Vicenza, Nonantola, Modena, Parma, Piacenza, Milano.
Difficile stima delle vittime, almeno 20mila, forse 30mila.
22° 07.06.1125 SIRACUSA 5.8 Secondo alcuni autori si sarebbe verificato anche uno tsunami. ?
23° 11.10.1125 SANNIO
Epicentro nei pressi di Franzese.
5.7 Gravi danni nella Valle Telesina (Telese Terme). ?
24° 04.02.1169 SICILIA ORIENTALE
Epicentro macrosismico stimato a nord-est di Lentini (secondo altri autori in mare).
6.6 Migliaia di morti a Catania, semidistrutta. Danni e vittime a Modica, Lentini, Sortino, Aci Castello, Siracusa e Piazza Armerina. Segue tsunami a Messina (dove crollano chiese ed abbazie), Catania e foce del fiume Simeto. Tra 10mila e 15mila le vittime totali stimate.
25° 24.05.1184 VALLE CRATI
Epicentro ad ovest di Luzzi.
6.0 Colpita soprattutto la media valle, gravissimi danni anche a Cosenza dove crolla la cattedrale. Devastati molti paesi tra cui Bisignano, S. Lucido e Luzzi. Numero vittime stimato in circa 2000.
26° 25.12.1222 BRESCIA 6.0 Verificatosi intorno a mezzogiorno del giorno di Natale. Epicentro nei pressi di Monte Netto. Crolli e vittime a Brescia dove per mesi gli abitanti vissero in tende e baracche. I danni maggiori registrati nella parte meridionale dell’attuale provincia bresciana. Avvertito in tutto il nord Italia, da Milano a Venezia a Bologna (dove pare venga interrotta dal sisma una predicazione di S. Francesco). Crollate le fortezze di Lazise e Marano, danni pure a Lodi e Cremona. ?
27° 1223 GARGANO
Epicentro nei pressi di Vico.
6.0 Danni ingenti in tutto il Gargano e la Capitanata. Distrutta Siponto che, ricostruita per volere del re Manfredi, diverrà l’attuale Manfredonia. Colpite duramente anche Vico, Vieste e la Foresta Umbra. ?
28° 1273 POTENTINO
Epicentro vicino al capoluogo.
5.8 Danni nell’intera Lucania. ?
29° 01.05.1279 MARCHE – UMBRIA
Epicentro compreso tra Camerino e Nocera Umbra.
6.3 Danni gravi in Marche ed Umbria, avvertito anche in Romagna ed a Roma. A Camerino crollano i due/terzi degli edifici. Particolarmente colpiti Cagli, Fabriano, Foligno, Nocera, Spello, S. Severino e Serravalle del Chienti dove crolla il castello. Ignoto il numero delle vittime, probabilmente centinaia.
30° 04.09.1293 SANNIO
Epicentro a nord di Cerreto Sannita.
5.9 Diverse vittime a Bojano, Isernia e Belmonte. Danni anche a Napoli. ?
31° 01.12.1298 REATINO
Epicentro nei pressi di Leonessa.
5.9 Leonessa, la città più colpita, dove crollano parzialmente chiese e palazzi tra cui l’attuale sede del Museo Civico. ?
32° 03.12.1315 ABRUZZO
Epicentro a sud di Sulmona, nei pressi di Pacile.
6.0 Danni a L’Aquila (crolli di chiese), Sulmona e tutto l’Abruzzo. Sconosciuto il numero delle vittime, forse limitato.
33° 01.12.1328 VAL NERINA
Epicentro in alta Val Nerina, a sud-ovest di Preci.
6.3 Preci distrutto. Gravissimi danni a Norcia dove resistono solo le mura. Molti crolli anche a Visso, Cerreto, Montesanto. Colpite Foligno e le Marche. Avvertito da Pesaro a Roma. ?
34° 09.09.1349 LAZIO-MOLISE-ABRUZZO
Probabile sequenza sismica di più eventi con vari epicentri.
6.6 Scossa principale con epicentro al confine tra Lazio e Molise, a sud-est di Venafro. Città più colpite: Venafro, Cardito, Cassino (crolli nell’Abbazia). Danni ingenti anche a Balsorano, Isernia, Sora, Veroli, L’Aquila (probabile scossa successiva) con crollo parziale delle mura e Pescasseroli. Avvertito da Perugia a Benevento, anche a Napoli e Roma con danni a monumenti (chiese e torri), descritti pure dal Petrarca. Molte città a lungo disabitate. Studi recenti, indicano come responsabile del sisma molisano la faglia detta delle Aquae Iuliae. Migliaia le vittime
35° 25.12.1352 VAL TIBERINA
Epicentro tra Torre d’Elci e Città di Castello.
6.0 Danni ingenti e vittime a Sansepolcro. Sequenza sismica di circa un mese, con altra scossa importante nella notte di Capodanno del 1353 che nuovamente causa altri crolli e morti a Sansepolcro. ?
36° 17.07.1361 FOGGIANO
Epicentro tra Bovino ed Ascoli Satriano.
6.0 Bovino ed Ascoli Satriano, le due città più colpite. Ascoli e Canosa ricostruite non senza difficoltà (40 anni di tempo). Danni anche a Sant’Agata. ?
37° 18.10.1389 ALTA VAL TIBERINA
Epicentro a nord-est di Città di Castello.
6.0 Fenomeno analogo al 1352 ma geograficamente spostato più ad Est. Colpite Città di Castello e Sansepolcro, con crolli di edifici e mura. Danni anche a Mercatello e Urbania mentre a Castelguelfo e Pietragialla crollano i castelli fortificati. ?
38° 1414 GARGANO
Epicentro stimato sulla costa garganica.
5.8 Molti danni a Vieste. ?
39° 07.08.1414 TOSCANA
Epicentro ad Est di Radicondoli.
5.6 Radicondoli subisce crolli di case e palazzi signorili. Danni anche a Belforte. Avvertito a Siena e Firenze. ?
40° 11.06.1438 PARMENSE
Epicentro in Val di Taro.
5.6 Lievi crolli a Parma e Castelnovo, avvertito anche a Fidenza. ?
41° 05.12.1456 ABRUZZO- MOLISE – CAMPANIA
epicentri nel Sannio, sul fiume Pescara e nel Matese.
7.1 Riscontrato in 200 siti. Tra i più forti di tutti i tempi in Italia e complesso dal punto di vista sismotettonico. Potrebbe essere costituito da una sequenza sismica di più eventi che avrebbero sommato i loro effetti. Avvertito dall’Abruzzo alla Calabria, da L’Aquila a Lecce. A Napoli ingenti danni e crolli di chiese, segnalati pure movimenti anomali del livello marino. Tra i centri più colpiti: Ariano Irpino, S. Giorgio del Sannio, Bojano, Grottaminarda, Vinchiaturo, Isernia (1500 morti), Teramo, Rivisondoli. Roccaraso, Castel di Sangro, Frosolone, Cerro, Forlì del Sannio. Segue uno tsunami che colpisce le coste ioniche tra Taranto e Gallipoli. Stimati dai 20mila ai 30mila morti.
42° 26.04.1458 VAL TIBERINA
Epicentro nei pressi di Città di Castello.
5.8 Scossa principale avvenuta intorno a mezzogiorno. A Città di Castello crolla il 30% degli edifici. Danni (più lievi) anche a Montone e Sansepolcro Certamente più di cento i morti.
43° 27.11.1461 AQUILANO
Epicentro tra Poggio Picenze e Sant’Eusanio.
6.4 Poggio Picenze e Sant’Eusanio, distrutti. Numerosi danni e crolli a L’Aquila dove è devastato il 20% degli edifici. Semidistrutti Onna, Castelnuovo e molti paesi della media valle dell’Aterno. Preceduto da scosse “preparatorie” che avvertono la popolazione (rifugiatasi in ripari di fortuna). Scientificamente considerato quasi come un “gemello” di quello avvenuto nel 2009. Circa 200 vittime.
44° 15.01.1466 IRPINIA
Epicentro a sud-est di Laviano.
6.0 Gravi danni e numerose vittime a Balvano, Calitri, Caposele, S. Gregorio Magno, Laviano, Buccino. ?
45° 07.05.1481 LUNIGIANA
Epicentro tra Fivizzano e Comano.
5.6 Ingenti danni in tutta la Lunigiana e la Garfagnana. Moltissimi crolli a Fivizzano (quasi completamente raso al suolo) e nei castelli limitrofi. ?
46° 11.08.1483 ROMAGNA
Epicentro tra Cesena e Forlimpopoli.
5.7 Gravi danni a Forlì, con diverse vittime. Crolli anche a Bertinoro e Cesena. ?
47° 05.06.1501 APPENNINO
MODENESE

Epicentro a sud-ovest di Maranello.
5.9 Gravi danni a Modena dove crollano parzialmente chiese e mura: la torre del palazzo comunale, pericolante, viene parzialmente abbattuta (e da allora è nota come “torre mozza”). Tra le località più colpite: Castelvetro, Maranello, Sassuolo, Montegibbio. Vittime meno di 50.
48° 25.02.1509 CALABRIA SUD
Epicentro tra Reggio e Sant’Agata.
5.6 Interessata la Calabria meridionale. Gravi danni e vittime a Reggio. Crolli a Messina e Palmi. ?
49° 26.03.1511 FRIULI-SLOVENIA
Epicentro al confine con la Slovenia, a nord-est di Faedis.
6.5 Evento importante ed avvertito in tutto il nord-est, gravi danni a Udine e Venezia dove l’acqua dei canali ha movimenti anomali. Crolli (con morti) a Cividale e Tolmino. Danni anche in Istria, Carinzia e Lubiana. Edifici lesionati a Trieste dove si verifica un leggero tsunami, con l’acqua ad invadere porto e viale a mare. Stimate circa 10mila vittime.
50° 13.06.1542 MUGELLO
Epicentro tra Luco e Scarperia.
5.9 Scarperia, semidistrutta con crollo parziale delle mura. I borghi più colpiti: Gagliano, Barberino, Luco, Ronta, Borgo S. Lorenzo. Circa 150 morti.
51° 10.12.1542 SIRACUSANO
Epicentro a sud-ovest di Lentini.
6.6 Lentini subisce parecchi crolli (tra cui i due castelli). Avvertito, con danni variabili, in tutta la Sicilia ed a Malta. A Siracusa crollo parziale del duomo, con vittime. Colpiti anche Melilli, Grammichele e Sortino. Segnalati movimenti anomali del mare ad Augusta. Diverse decine le vittime.
52° 11.05.1560 BARLETTA
Epicentro prossimo alla costa, a nord-ovest di Bisceglie.
5.6 Scossa principale all’alba. A Bisceglie numerosi crolli come a Barletta. Danni anche a Giovinazzo con lesioni alla cattedrale. Avvertito anche a Bari, Molfetta e Napoli. Circa 300 le vittime segnalate.
53° 19.08.1561 VALLO DI DIANO
Studi recenti ipotizzano l’origine del sisma in una faglia situata nel bacino del Melandro, con relativo spostamento dell’epicentro.
6.4 La scossa principale annunciata da sequenza sismica durata una ventina di giorni. Particolarmente colpiti i paesi del Vallo di Diano, a cavallo delle province di Salerno e Potenza. Devastati Caggiano e Polla, prossima all’epicentro. Semidistrutti S. Pietro, Atena, Buccino. Gravi danni a Balvano, Tito, Pignola, Sala, S. Angelo. Almeno 200 i morti.
54° 20.07.1564 ALPI MARITTIME
Epicentro in Francia, nei pressi di Roquebilliere, a pochi km dal confine italiano.
5.9 Danni sensibili nella Riviera Ligure di Ponente. Un migliaio i morti stimati, sia in Francia che in Italia.
55° 10.09.1584 ROMAGNA
Epicentro nei pressi del paese di Baroncioni.
5.9 Scossa principale serale. Ampiamente avvertito in Romagna e Toscana. Gravi danni nella valle di Bagno di Romagna (semidistrutto). Molti edifici lesionati a Santa Sofia e San Piero. Diverse centinaia i morti, in particolare a Civitella.
56° 06.11.1599 VAL NERINA
Epicentro molto vicino a Cascia.
5.8 Particolarmente colpita la frazione di Avendita. Danni anche a Norcia, crolli e vittime in tutta la Val Nerina. Avvertito anche a Roma e L’Aquila. ?
57° 18.03.1624 ARGENTA
Epicentro a nord di Argenta.
5.5 Nonostante la magnitudo non elevatissima, effetti del sisma amplificati dal fenomeno della liquefazione (uno dei primi casi accertati in Italia) che portano al crollo di molti edifici. Associato uno tsunami “interno” (rarissimo caso nel nostro paese) con le acque della Valle Padusa (il cui residuo attuale sono le Valli di Comacchio) che rompono gli argini ed invadono campagna ed Argenta. Una cinquantina le vittime accertate.
58° 04.04.1626 CATANZARESE
Epicentro nei pressi di Girifalco
6.0 A Girifalco si aprono voragini, crollano 200 case e diverse chiese. Tutto il catanzarese subisce danni ingenti, in particolare Caraffa, Chiaravalle, Badolato, la stessa Catanzaro e Squillace. La zona non è molto popolata ed il numero di vittime poco elevato. ?
59° 30.07.1627 GARGANO
Epicentro tra S. Severo e Lesina.
6.7 Tra i paesi più colpiti Apricena, S. Severo, Torremaggiore, Lesina e Serracapriola. Segue tsunami, avvertito da Termoli al Monte d’Elio, con il mare che penetra nel litorale per circa 3 km, massima ingressione marina mai registrata in Italia. Almeno 4000 morti.
60° 27.03.1638 CALABRIA TIRRENICA
Epicentro tra Confienti e Nicastro.
7.0 Sisma devastante, riscontrato in oltre 200 siti. Distrutti almeno 100 centri abitati tra cui in particolare Carpanzano e Martirano. Gravi danni a Cosenza, Sant’Eufemia (ricostruita in altro sito), Borrello e Nicastro. Colpite le valli del Crati e del Savuto oltre alle Serre. Leggero tsunami, con ritiro del mare, a Pizzo Circa 10mila morti.
61° 08.06.1638 CROTONESE
Epicentro a sud di Verzino.
6.7 Colpito il versante orientale della Calabria, gravi danni anche in Sila. Diversi paesi vedono crollare edifici già lesionati dal sisma del 27 Marzo. Almeno 1000 morti.
62° 07.10.1639 MONTI DELLA LAGA
Epicentro ad est di S. Giorgio.
5.9 Colpita la Marsica e la zona dei Monti della Laga, al confine di Lazio ed Abruzzo. Semidistrutta Amatrice, con crolli di palazzi e chiese. Danni ad Accumoli, Poggio Cancelli e Montereale. ?
63° 31.05.1646 GARGANO
Epicentro a sud di Vico.
6.6 La più colpita è Vieste.. Danni anche a Peschici, Ischitella, Rodi, Vico, Carpino, S. Giovanni Rotondo, Monte S. Angelo. Lesioni anche a Foggia. Tsunami nel lago di Varano, con le acque che penetrano all’interno per alcune centinaia di metri. A Vieste si registrano 132 vittime.
64° 23.07.1654 FRUSINATE
Epicentro ad ovest di Casalattico.
6.1 Colpita la valle del Liri, con effetti anche in Abruzzo e Marsica. Gravi danni a Sora, Esperia ed Arpino (crolli di chiese). Semidistrutti anche Pontecorvo, Roccasecca, Atina, Alvito, Isola Liri. Circa 3000 morti.
65° 29.01.1657 GARGANO 6.3 Scossa principale notturna. Distrutta Lesina, gravi danni per tutto il Gargano, in particolare a Vico, S. Severo, Torremaggiore, Apricena e Monte S. Angelo. Lesioni anche a Napoli. Ignoto il numero delle vittime
66° 05.11.1659 CALABRIA
Epicentro ad est di Montesanto.
6.5 Evento sviluppatosi nella Calabria centrale, tra i golfi di Squillace e Sant’Eufemia. I paesi più colpiti: Castelmonardo, Filogaso, Panaia, Borrello, Polia, Soriano. Almeno 2000 vittime.
67° 22.03.1661 ROMAGNA
Epicentro a nord di Galeata.
5.8 Maggiormente colpita Civitella. Gravi danni a Galeata, Bagno, Pianetto, Santa Sofia, Montano, S. Piero, Rocca S. Casciano. Crolli e danni, sia pur minori, anche in pianura: Predappio, Fiumana, Dovadola, Bertinoro, Forlì, Castrocaro. Almeno 250 vittime.
68° 14.04.1672 RIMINI
Epicentro in mare, poco a sud di Rimini.
5.6 A Rimini si registrano gravi danni. Segue un leggero tsunami A Rimini 200 vittime.
69° 11.04.1688 ROMAGNA
Epicentro nei pressi di Cotignola.
5.8 Cotignola, semidistrutta. Gravi danni a Bagnacavallo e Russi. Crolli minori a Forlì, Cesena e Bertinoro. ?
70° 05.06.1688 SANNIO
Epicentro a Cerreto Sannita.
6.7 Cerreto Sannita, quasi completamente distrutto e poi ricostruito in altro sito. Registrato in oltre 200 siti ed avvertito anche nel Matese ed in Irpinia. Gravissimi danni a Benevento dove rimane fortemente lesionata la metà degli edifici. Serie lesioni anche ad Ariano e Casalbore. Danni significativi pure a Napoli. Alcune fonti parlano di almeno 5000 vittime.
71° 09.01.1693 VAL DI NOTO 6.1 Colpiti Melilli, Augusta e la Val di Noto. Scossa “preparatoria” per quella di due giorni dopo (vedi sotto). Circa 500 i morti.
72° 11.01.1693 SICILIA ORIENTALE
Ancora dibattuta la sede esatta dell’epicentro (in mare?).
7.4 Il sisma più violento mai registrato in Italia. Una cinquantina le città rase al suolo tra cui Modica, Buscemi, Sortino, Noto, anche Catania. Devastata tutta la val di Noto. Gravi danni a Caltagirone, Siracusa, Augusta. Edifici lesionati a Messina, Reggio Calabria, Malta. Seguono repliche per quasi due anni. Molti paesi verranno ricostruiti in altro sito. Segue uno tsunami lungo 200 km di costa, da Messina al Golfo di Noto, con run-up di 12 metri ed ulteriori ingenti danni Morti accertati 54mila, probabili 60mila. Nella sola Catania muoiono 16mila persone, a Ragusa il 50% della popolazione.
73° 08.09.1694 IRPINIA E
LUCANIA
6.8 Registrato in oltre 250 siti. Colpite Irpinia e Lucania. Calitri il paese più danneggiato. Gravi danni anche a S. Angelo dei Lombardi, Lioni, Conza, Muro, Sicignano, Atena, Padula, Sala C., S. Rufo, S. Arsenio, Policastro. Crolli e morti a Potenza. Colpita anche Benevento, danni pure a Cava de’ Tirreni. Circa 6000 vittime.
74° 25.02.1695 VENETO
Epicentro tra Crespignaga e Coste.
6.6 Sisma all’alba. Colpita l’area pedemontana veneta ma avvertito in tutto il nord-est. Danni maggiori ad Asolo dove si contano 1500 case distrutte ed una cinquantina di morti. Almeno 60 i siti interessati. I paesi più colpiti: Cavaso, Segusino, Crespignaga, Pederobba, San Zenone, Altivole, Valdobbiadene. Lesioni anche a Vicenza, Bassano, Padova, Verona. Effetti minori fino a Parma e Reggio Emilia. ?
75° 11.06.1695 LAGO DI BOLSENA
Epicentro a sud di Bagnoregio.
5.7 Segue tsunami “interno” sul lago di Bolsena che invade la campagna per circa 3 km. A Bagnoregio, circa 200 le vittime.
76° 14.03.1702 BENEVENTANO
Epicentro a nord-ovest di Bonito.
6.3 Gravemente colpita Benevento. Danni anche in Irpinia ed a Napoli. A Benevento circa 400 morti.
77° 14.01.1703- 02.02.1703 ITALIA CENTRALE 6.6 Sequenza sismica di tre scosse distruttive, con M > 6.5. La prima (14.01) e la seconda (16.01) colpiscono Umbria meridionale e reatino, la terza (02.02) l’aquilano, con epicentro ad ovest di Cagnano. Lunghissima sequenza di repliche. Popolazioni, costrette spesso ad abbandonare per molto tempo le città. Le prime due scosse colpiscono Cascia, Norcia, Spoleto. Tra i paesi distrutti Accumoli, Chiavano, Cittareale. Gravi danni ad Amatrice, Antrodoco, Montereale, Leonessa, tutta la Val Nerina. La scossa del 02.02 provoca danni ingenti nella valle dell’Aterno ed a L’Aquila, temporaneamente semiabbandonata dopo il crollo di oltre il 30% degli edifici tra cui molte chiese dove sono radunati fedeli per la Candelora. Tra i paesi più distrutti Arischia, Onna, Pizzoli, Barete, Coppito, Cagnano, Castelnuovo.
In totale circa 10mila morti:
800 morti a Montereale, 2500 morti circa a L'Aquila, 400 morti ad Arischia.
78° 03.11.1706 MAJELLA
Epicentro nei pressi di Campo di Giove, sul massiccio della Majella.
6.6 Sisma avvertito da Cassino a Foggia. La zona più colpita risulta l’Abruzzo meridionale, in particolare la Valle Peligna. Distrutta Sulmona dove crolla il 70% degli edifici, compresa la cattedrale. Una cinquantina i centri che subiscono danni rilevanti tra cui: Campo di Giove, Cansano, Pratola, Prezza, Raiano, Vittorito, Salle, Roccacasale, Popoli, Tocco da Casauria, Roccaraso, Rivisondoli, Palena, Città S. Angelo. Lesioni anche in Molise (Isernia e Venafro). Circa 2500 vittime
79° 12.05.1730 UMBRIA – MARCHE
Epicentro nei pressi di Piediripa.
5.8 Avvertito da Foligno a Roma, anche in Abruzzo. Gravi danni a Norcia nel cui circondario crollano molti castelli. Crolli pure a Campi, Ancarano e Cascia. Lesioni ad Ussita e Visso. Almeno 200 i morti.
80° 20.03.1731 FOGGIANO
Epicentro a sud-ovest di Canosa.
6.3 Sisma all’alba. Gravi danni a Cerignola (dove crolla parzialmente il castello), Foggia e nella sua intera provincia. Crolli anche a Barletta, Molfetta, Ascoli Satriano e Canosa. Leggero tsunami a Manfredonia e Barletta, con navi danneggiate Circa 2500 vittime.
81° 29.11.1732 IRPINIA
Epicentro nei pressi di Grottaminarda.
6.6 Interessati almeno 60 paesi. Colpita in particolare l’Irpinia settentrionale. Tra i paesi semidistrutti Mirabella, Ariano, Castel Baronia e Flumeri. Ad Avellino crolla il 50% degli edifici. Circa 2000 morti
82° 24.04.1741 MARCHE
Epicentro tra Pierosara e Serra S. Quirico.
6.0 Danni maggiori intorno a Fabriano e nella valle del Metauro. A Fabriano crollano diverse chiese e la cattedrale, poi ricostruita. Gravi danni a Mergo, Sasso e Serra S. Quirico. Danni anche a Fratte Rosa, Monterolo. Montesecco, S. Vito, Pergola. Lesioni a Camerino, Matelica, Fano ed Urbino dove cedono parzialmente i torrioni del Palazzo Ducale. Avvertito da Pesaro a Perugia e pure a Roma. ?
83° 20.02.1743 SALENTO
Epicentro nel Canale di Otranto.
7.0 Scossa serale, poco prima della mezzanotte. Semidistrutti Nardò (dove muoiono almeno 100 persone) e Francavilla Fontana. Danni rilevanti a Lecce ed in tutto il Salento. A Brindisi crollano diversi edifici e la cattedrale rimane seriamente lesionata. Effetti anche sulla sponda orientale dello Jonio, crolli pure a Corfù. Circa 250 vittime.
84° 07.12.1743 CALABRIA
Epicentro ad est di Mileto.
5.7 Mileto, semidistrutta, crollano chiese e monasteri. Avvertito anche in Sicilia, danni in tutta la Calabria meridionale, in particolare a Palmi. ?
85° 17.04.1747 UMBRIA-MARCHE
Epicentro a sud-est di Gualdo Tadino.
5.9 Avvertito da Nocera a Senigallia, lunga sequenza sismica. Tra i paesi più danneggiati Gualdo, Sigillo, Fabriano, Campodonico. ?
86° 27.07.1751 UMBRIA-MARCHE
Epicentro ad ovest di Pastina.
6.3 Analogo al precedente. Ulteriori gravi danni nella zona intorno a Gualdo Tadino dove alcune frazioni sono distrutte. Gli effetti si sommano ai danni del 1747, con ricostruzione appena iniziata. ?
87° 06.10.1762 AQUILANO
Epicentro tra Castelnuovo e Poggio Picenze.
5.9 Castelnuovo e Poggio Picenze, i paesi più colpiti e distrutti. Danni ingenti a Barisciano e S. Demetrio. ?
88° 14.07.1767 COSENTINO
Epicentro tra Rose e Castiglione.
5.8 Paesi più colpiti Rose, Luzzi e Castiglione. Danni ingenti anche a Cosenza. ?
89° 19.10.1768 ROMAGNA
Epicentro sull’Appennino, nei pressi di Santa Fiora.
5.8 Distrutta Santa Sofia. Lesioni anche a Forlì e Cesena. Santa Sofia, circa 150 morti.
90° 10.07.1776 CARNIA
Epicentro a nord di Poffabro.
5.8 Paesi più danneggiati Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto. Colpite anche le valli del Meduna e del Colvena. Lesioni anche a Vicenza e Padova. Avvertito in tutto il nord-est ed in Svizzera. Ignoto il numero delle vittime.
91° 04.04.1781 ROMAGNA
Epicentro nei pressi di Basiago.
5.9 Gravi danni a Brisighella e Faenza. Crolli a Forlì. Lesioni a Cesena e Forlimpopoli. Repliche proseguite fino a Natale. ?
92° 03.06.1781 MARCHE
Epicentro nei pressi di Piobbico.
6.2 Due scosse nel giro di un quarto d’ora. Piobbico, semidistrutta come Cagli dove crolla la cattedrale (120 morti). Colpita anche la valle del Metauro. Nel Monte Nerone frane e voragini. Danni anche a Città di Castello, Urbania, Mercatello, S. Angelo in Vado, Sant’Ippolito, Acqualagna e Fano. Circa 300 vittime.
93° 05.02.1783 CALABRIA
Epicentro vicino ad Oppido Mamertina.
6.9 Registrato in oltre 350 siti, inizia la “crisi simica”. Devastata la piana di Gioia Tauro ed i Piani d’Aspromonte. Avvertito dalla Costiera Amalfitana al Salento ed in tutta la Sicilia. A Messina il sisma provoca un grave incendio con numerose vittime. Segue tsunami nello Stretto, invasi i viali a mare a Messina e Reggio, effetti anche più a nord (fino a Joppolo) e nello Jonio (Roccella). ?
94° 07.02.1783 CALABRIA
Epicentro tra Sorianello ed Arena.
6.5 Avvertito da Messina a Matera. Altre devastazioni nella Piana di Gioia Tauro e nella valle del Mesima. ?
95° 28.03.1783 CALABRIA
Epicentro a nord-est di Vallefiorita.
6.9 Registrato in oltre 300 siti, chiude la “crisi sismica calabrese” del 1783. Danni gravi tra i golfi di Squillace e Sant’Eufemia. Leggero tsunami sia nel Tirreno che nello Jonio. Seguiranno repliche per circa tre anni. La crisi sismica lascia un territorio devastato: crolli, frane, liquefazione, faglie, spaccature nel terreno, crateri, nuove sorgenti e laghi. In totale valutati circa 25mila morti.
96° 10.03.1786 GOLFO DI PATTI
Epicentro a sud di Scala.
6.0 Avvertito in tutta la Sicilia settentrionale. Gravi danni a Patti, Tindari, Naso e Milazzo. Lesioni a Messina. ?
97° 25.12.1786 ROMAGNA
Epicentro nei pressi di Rimini.
5.7 A Riccione gravemente lesionato il castello degli Agolanti. Crolli di case e chiese, danni anche a Forlì e Cesena, avvertito in tutta la Romagna. Numero di vittime inferiore a 50.
98° 30.09.1789 VAL TIBERINA
Epicentro nei pressi di Cerbara.
5.8 Effetti in almeno 50 località. Città di Castello (dove crolla la cattedrale) e Sansepolcro le cittadine più colpite. Danni in particolare sulla riva sinistra del Tevere (S. Giustino, Selci, Grumale). Avvertito anche a Firenze e Siena.  Circa 500 morti
99° 13.10.1791 CALABRIA CENTRALE
Epicentro ad est di Vazzano.
5.9 Interessato in particolare il catanzarese. Una trentina i siti interessati, con crolli anche intensi, spesso legati ad edifici in ristrutturazione o già lesionati dal terremoto del 1783. Monterosso tra i paesi più colpiti. ?
100° 07.06.1794 CARNIA
Epicentro a Tramonti di Mezzo.
6.0 Evento simile a quello del 1776 ma ancora più intenso. Interessata l’alta valle del torrente Meduna. Tra i paesi più danneggiati Tramonti, Maniago e Tolmezzo. ?
101° 22.10.1796 EMILIA
Epicentro a nord-ovest di Portonovo.
5.6 A Portonovo si registrano diversi crolli. Danni anche a Ferrara e Medicina. Lesioni a Bologna e Colognola. Avvertito pure a Padova, Verona e Vicenza. ?
102° 28.07.1799 MARCHE
Epicentro principale a Pozzuolo.
5.9 Tre scosse in un giorno. Distrutta Cessapalombo. Gravi danni a Camerino, San Ginesio e Sarnano. Un centinaio le vittime.
103° 12.05.1802 OGLIO
Epicentro tra Soncino e Gallignano.
5.6 Colpita l’area circostante il fiume Oglio, al confine tra le attuali province di Cremona e Brescia. Soncino e Gallignano registrano diversi crolli. Danni anche a Romanengo, Orzinuovi e Ticengo. Lesioni pure a Cremona. ?
104° 26.07.1805 MOLISE
Epicentro a nord di Bojano.
6.5 Evento distruttivo su larga area geografica. Avvertito da Spoleto a Cosenza e pure a Roma, segnalato in oltre 200 siti. Colpiti in particolare il Molise ed il Matese. Frosolone, raso al suolo, il paese più devastato. Gravissimi crolli anche a Vinchiaturo e Baranello. Semidistrutte Isernia (500 morti) e Campobasso dove crollano numerose chiese ed edifici. Danni anche a Melfi, Avellino, Salerno e Napoli, soprattutto nel centro storico. Sconvolgimenti nel territorio con frane, fratture, variazioni idrogeologiche, liquefazione. Segue leggero tsunami da Gaeta a Sorrento, segnalato pure a Capri e Sorrento. Circa 5000 vittime.
105° 26.08.1806 COLLI ALBANI
Epicentro ad est di Nemi.
5.5 La scossa più forte mai registrata nei Colli Albani. Una ventina i siti interessati nella zona dei Castelli Romani. I paesi più colpiti Velletri, Genzano (alcuni morti), Rocca di Papa (crollo della cattedrale). Crolli anche a Frascati, Nemi, Zagarolo, Ariccia, Artena. Avvertito nettamente anche a Roma, con edifici lesionati. Evento quasi sicuramente collegato al vulcanismo dell’area. Diverse vittime il cui numero è imprecisato.
106° 02.04.1808 VALLE PELLICE
Epicentro tra Luserna S. Giovanni ed Angrogna.
5.7 La scossa più forte nella storia per l’alto Piemonte. Colpita l’alta Val Pellice, in particolare Luserna, semidistrutta e poi ricostruita. Danni anche a Pinerolo, Cavour, Barge e Torre Pellice. Avvertito nettamente, con lievi danni, anche nella Valle del Chisone e pure a Torino. ?
107° 25.10.1812 FRIULI
Epicentro tra Aviano e Pordenone.
5.7 Particolarmente colpita Sequals, con danni riferibili al VII grado scala MCS. Avvertito in tutto il Friuli, con lesioni di diversi edifici. ?
108° 20.02.1818 AREA ETNEA
Epicentro a sud di Aci Sant’Antonio.
6.0 Danni ingenti ad Acireale e Zafferana Etnea. Colpite pure Aci Consolazione, Aci S. Antonio ed Acicatena. Crolli e gravi lesioni a Catania dove uno tsunami inonda il porto. Nell’area etnea si contano almeno 70 morti.
109° 05.03.1823 CEFALU’
Epicentro tra Cefalù e Pollina.
5.9 Colpita la costa della Sicilia settentrionale, da Capo d’Orlando a Capo Calavà. Danni ingenti a Palermo (una ventina di morti), Corleone e Cefalù dove uno tsunami danneggia diverse imbarcazioni. Lesioni anche a Patti, Naso, Godrano ed in diversi centri delle Madonie. ?
110° 01.02.1826 BASILICATA
Epicentro tra Calvello e Tito.
5.7 Tito, semidistrutta. Danni ingenti a Potenza e Melfi. Colpite anche Satriano, Sala Consilina ed Atena. Avvertito a Napoli ed Avellino. ?
111° 09.10.1828 VALLE STAFFORA
Epicentro nei pressi di Cosola.
5.7 Sequenza sismica di un mese. Una cinquantina i siti interessati, a cavallo delle province di Alessandria e Genova dove un lieve tsunami provoca danni agli ormeggi. Crolli anche a Tortona e Voghera. Avvertito a Torino e Milano. ?
112° 13.01.1832 UMBRIA
Epicentro tra Spello e Budino.
6.1 Sequenza sismica iniziata ad ottobre. Gravi danni a Foligno dove crollano numerosi edifici e si segnalano una cinquantina di vittime. Ad Assisi crolla il tetto di S. Maria degli Angeli. ?
113° 08.03.1832 CROTONE
Epicentro ad ovest di Cutro.
6.5 Sisma notturno. Cutro viene distrutto (una sessantina i morti). Gravi danni anche a Policastro, Rocca di Neto, Marcedusa, Papanice, Rocca Bernarda. Numerosi crolli a Catanzaro e Crotone. Lesioni a Nicastro. Numerose frane nel territorio. Segue tsunami che allaga la costa nei pressi di Magliacane (area fortunatamente disabitata). Circa 200 le vittime totali.
114° 12.10.1835 COSENTINO
Epicentro tra S. Benedetto e Lappano.
5.9 Semidistrutte Castiglione e S. Pietro in Guarano. Gravi danni a Lappano. Effetti del sisma sulla vita civile descritti in un libro da Alexandre Dumas. Un centinaio le vittime.
115° 25.04.1836 CALABRIA SETTENTRIONALE
Epicentro ad ovest di Crosia.
6.1 Sisma notturno, poco dopo la mezzanotte. distrutte Rossano e Crosia. Segue tsunami intorno a Capo Trionto, con spiagge invase. Circa 600 morti.
116° 20.11.1836 BASILICATA
Epicentro nei pressi di Lagonegro.
5.9 Lagonegro che subisce diversi crolli. Tra i paesi più colpiti: Rivello, Latronico, Corleto, Trecchina, Nemoli, Montesano e Casalbuono. Danni anche a Potenza e nel Vallo di Diano. Una decina di vittime a Lagonegro.
117° 11.04.1837 APUANE 5.7 Il sisma interessa le Alpi Apuane, a cavallo tra le attuali province di Lucca e Massa Carrara. Il paese più colpito Ugliancaldo, prossimo all’epicentro. Devastazioni anche ad Argigliano. Crolli ingenti a Casola (Lunigiana), Regnano, Montefiore, Renzano. Danni pure a Minucciano (Garfagnana). Una decina le vittime. Chiaramente avvertito anche a Lucca e Modena. ?
118° 14.08.1846 MONTI PISANI
Epicentro sui Monti Pisani, vicino ad Orciano.
5.8 Orciano viene rasa al suolo. Crolli anche a Fauglia, Lari, Casciana, Riparbella. Danni pure a Pisa e Livorno dove il porto è allagato da un’onda di tsunami mentre pure il Lago di Massaciuccoli viene agitato dal sisma. Nel territorio interessato segnalate frane e fratture oltre a voragini (“buche di Lorenzana”). ?
119° 14.08.1851 BASILICATA
Epicentro nei pressi di Barile.
6.3 Colpita l’area circostante il massiccio del Vulture e la Val d’Agri. Distrutta Melfi. Altri paesi semidistrutti: Rapolla, Barile, Atella, Lavello, Venosa, Rionero. Avvertito in Irpinia, Puglia e Campania. Il sisma ebbe vasta risonanza, anche per la visita del Re Ferdinando II a Melfi e nei luoghi colpiti. Melfi almeno 400 morti.
Numero di vittime totali superiore a 700, forse un migliaio.
120° 12.02.1854 COSENTINO
Epicentro nei pressi di Donnici.
6.1 Molti danni nella Valle del Crati. Una cinquantina i siti interessati. Distrutti Donnici, Sant’Ippolito, Paterno e Rende. Gravi danni a Cosenza dove sono lesionati duomo e cattedrale. Vittime circa 500
121° 29.12.1854 MAR LIGURE
Epicentro a nord-ovest di Ventimiglia, al confine tra Francia e Germania.
5.8 Segnalati danni rilevanti a Ventimiglia e Sanremo, effetti fino ad Imperia (Porto Maurizio). ?
122° 16.12.1857 BASILICATA
Epicentro tra Viggiano e Villa d’Agri.
6.9 Evento distruttivo su ampia area geografica, interessati almeno 150 siti. Colpita soprattutto la Val d’Agri. Tra i paesi più devastati Montemurro, Sarconi, Saponara, Viggiano, Marsico, Tito. Gravi danni anche a Potenza, in particolare intorno a Porta Salza. Crolli e decessi anche in Irpinia e Salernitano. Almeno 6000 gli edifici distrutti. Forti ripercussioni sociali, con ricostruzione lenta e scarsa. Montemurro (3000 morti).
Stimati almeno 11mila morti, per alcuni 19mila.
123° 04.10.1870 COSENTINO
Epicentro nei pressi di Cellara.
6.1 Gravi effetti nelle valli del Savuto e del Crati. I paesi più colpiti: Longobucco,Mangone,Aprigliano, Rossano, Lazzaro, Figline, Rovella. Danni anche a Cosenza, Castiglione e Rovito. Nel territorio frane e fessurazioni del terreno. 1500 le case crollate
Longobucco 30 morti.
Mangone 43 vittime.
Almeno 500 morti in tutto.
124° 12.03.1873 MARCHE
Epicentro nei pressi di Morello.
5.9 Maggiori danni a Camerino e S. Ginesio dove crollano diversi edifici. Segnalate lesioni in molti paesi delle Marche meridionali e della valle del Metauro: Amandola, Fabriano, Gualdo Tadino, Matelica, Spoleto, Urbino (duomo). Avvertito anche a Firenze. Nessuna vittima.
125° 29.06.1873 BELLUNESE
Epicentro tra Garna e Cornei, nella zona del lago di Santa Croce.
6.3 Sisma all’alba. Gravi danni a Belluno dove la metà degli edifici (duomo compreso) subisce lesioni importanti. Crolli nella conca di Alpago e nel Cansiglio. La zona più colpita tra Belluno, Pordenone e Conegliano. Lesioni anche a Treviso, Verona e Venezia. Avvertito da Genova alle Marche ed in Svizzera. Decine di vittime.
126° 17.03.1875 ROMAGNA
Epicentro a nord di Rimini.
5.8 Avvenuto poco prima della mezzanotte. Gravi danni a Cervia, Cesenatico e Rimini dove è danneggiato seriamente il Tempio Malatestiano e si registra un morto. Lesioni sulla costa da Pesaro a Ravenna. Segnalati fenomeni di liquefazione. Avvertito da Belluno a Roma. Segue leggero tsunami che invade le spiagge di Rimini, Cervia e Cesenatico mentre nel porto di Ancona si verificano oscillazioni sensibili. ?
127° 06.12.1875 PUGLIA
Epicentro tra S. Marco in Lamis e S. Giovanni Rotondo.
6.0 Sisma notturno. S. Giovanni Rotondo risulta il paese più colpito con crolli di 300 case ed abitanti costretti a rifugiarsi in tende e baracche. Avvertito in tutto il Gargano ed il Tavoliere dove le lesioni sono numerose. Piccolo il numero delle vittime.
128° 28.07.1883 ISCHIA
Epicentro tra Lacco Ameno e Casamicciola.
5.7 L’evento più violento nella storia dell’isola d’Ischia. A Casamicciola crolla l’80% degli edifici. Sepolto sotto le macerie anche il giovane Benedetto Croce, unico superstite della sua famiglia. Gravi danni e numerose vittime anche a Lacco Ameno e Forio. Effetti del sisma amplificati da condizioni particolari (ipocentro molto superficiale, litologia con tufi rimaneggiati, scarsa qualità edilizia). A Casamicciola si registrano oltre mille morti, molti dei quali turisti.
Circa 2300 morti.
129° 23.02.1887 LIGURIA OCCIDENTALE
Per alcuni epicentro in mare, per altri sulla costa di Diano Marina.
6.3 Sisma all’alba. Alcuni autori stimano una magnitudo di 6.9: il sisma più violento della Riviera Ligure di Ponente. Diano Marina, completamente distrutta. Altri centri fortemente danneggiati: Apricale, Bussana, Montalto, Taggia, Ceriana, Cervo. 20mila senzatetto. Effetti di sito (tipologie edilizie scarse su litologie scadenti) amplificano i danni. Frane nel territorio, liquefazione a Vado. Crolli pure a Nizza e Montecarlo. Avvertito a Torino e Milano. L’intera costa da Mentone ad Albissola subisce danni ed uno tsunami che invade Diano Marina con run-up di 3 metri. Circa 650 morti.
130° 07.06.1891 VALLE D’ILLASI
Epicentro nei pressi di Badia Calavena.
5.7 Sisma notturno. Badia Calavena, semidistrutta. Gravi danni in tutta la valle del fiume Illasi: Mezzane, Cazzano, Chiampo, Illasi i paesi più colpiti. Il numero delle vittime inferiore alla decina.
131° 16.11.1894 CALABRIA MERIDIONALE
Epicentro in Aspromonte, ad ovest di S. Procopio.
6.0 Gravi danni a Palmi, Bagnara, Seminara, Santa Cristina, Sant’Eufemia, San Procopio. Avvertito anche alle Eolie ed in Sicilia. Leggero tsunami a Reggio Calabria, con oscillazioni del livello marino nello Stretto di Messina. Un centinaio i morti.
132° 30.10.1901 SALO’
Epicentro a sud di Salò.
5.7 Salò, la città più colpita. Interessata la sponda orientale del lago di Garda. Nessuna vittima.
133° 24.02.1904 MARSICA
Epicentro a sud-ovest di Rosciolo.
5.6 Rosciolo, tra i paesi più colpiti assieme a Magliano. Nessuna vittima.
134° 08.09.1905 CALABRIA
Epicentro vicino a Vibo Valentia (ancora chiamata Monteleone).
6.9 Sisma notturno. Grandi distruzioni a Vibo, Aiello, Pizzo, Piscopio. Alcuni paesi saranno ricostruiti in altri siti. L’area circostante Capo Vaticano geograficamente sconvolta: frane, voragini, liquefazione, fiumi deviati. Tsunami da Nicotera a Scalea dove il run-up raggiunge 6 metri. Circa 600 morti.
135° 23.10.1907 CALABRIA
IONICA

Epicentro ad ovest di San Luca.
5.9 Devastato Ferruzzano, ingenti danni a San Luca e Platì oltre che sul litorale ionico, colpito poi da tsunami tra Capo Bruzzano e Bianco. Lesioni anche a Motta S. Giovanni, Radicena, Brancaleone, S. Ilario, Gerace Marina, Siderno, Sinopoli. Almeno 150 morti.
136° 28.12.1908 STRETTO DI MESSINA
Ancora dibattuta la questione dell’epicentro: o in terra, tra Archi e Gallico, oppure nello Stretto, davanti a Reggio.
7.1 Il terremoto più grave del Novecento in Italia, il più forte degli ultimi 200 anni. Messina e Reggio rase al suolo. Gravissimi danni anche a Ganzirri, Pace e Villa S. Giovanni. Scosse avvertite fino a Napoli e Campobasso. Associato un violento tsunami, con run-up fino a 12 metri, dovuto principalmente ad una frana sottomarina originatasi davanti Giardini Naxos. Tsunami che colpisce sia la costa siciliana che quella calabrese, con danni ingenti ma numero di vittime limitato. Mai accertato con esattezza il numero dei morti, certamente superiore a 60mila e prossimo a 80mila.
137° 07.06.1910 IRPINIA
Epicentro nei pressi di Calitri.
5.8 A Calitri crolla il 30% degli edifici, con diverse vittime. Una sessantina i comuni interessati. Altri centri colpiti Sala, Bagnoli, S. Angelo dei Lombardi e la parte più occidentale della Basilicata. Una cinquantina i morti.
138° 27.10.1914 LUCCHESIA
Epicentro nei pressi di Ponte a Moriano.
5.8 Colpita la media valle del Serchio e la piana di Lucca, ben avvertito anche in Versilia ed in tutta la Toscana. Crolli a Barga, Porcari, Massarosa, Camaiore, Pietrasanta, Montecatini, Pescia. Danni lievi a Lucca, Viareggio, Carrara. I morti non superano la decina.
139° 13.01.1915 MARSICA
Epicentro nella conca del Fucino, a sud-est di Paterno.
7.0 Evento fortemente distruttivo, paragonabile a quello di Messina del 1908. Avvertito dalla Basilicata al Veneto, 370 i siti colpiti, una cinquantina i paesi rasi al suolo. Gravemente colpita anche la valle del Liri, nel Lazio. Tra i paesi distrutti: Capistrello, Celano, Cese, Collarmele, Paterno, Scanno, Gioia dei Marsi, Magliano, Pescina, Sora, Arpino, Pescosolido, Isola Liri. Grandi sconvolgimenti nel territorio, con frane e voragini. Un’ipotesi, mai verificata, pone come possibile concausa di questo evento il prosciugamento del Fucino. Avezzano il centro più colpito: scompare più dell’80% degli abitanti! In totale almeno 30mila morti, forse 35mila: il 25% dell’intera popolazione abitante nell’area interessata.
A Pescina il 50% degli abitanti scompaiono. A Sora 3000 morti.
140° 17.05.1916 ROMAGNA
Epicentro nei pressi di S. Lorenzo in Strada.
5.8 Prima scossa importante di una sequenza che durerà sei mesi (vedi sotto). Crolli importanti a Rimini, Riccione e Cattolica. Mille edifici lesionati a Rimini. Danni anche a Santarcangelo e Savignano, lesioni in tutta la Romagna e nella valle del Metauro. ?
141° 16.08.1916 ROMAGNA
Epicentro nei pressi di Scacciano.
5.9 Scossa appartenente alla stessa sequenza sismica della precedente. Il sisma accentua i danni provocati il 17 maggio. Parecchi crolli a Riccione, ulteriori danni a Rimini, Pesaro, Cattolica, Fano, Saltara. Una decina i morti totali della sequenza che finirà a dicembre. ?
142° 26.04.1917 VAL TIBERINA
Epicentro nei pressi di Lippiano.
5.9 Area più colpita a cavallo di Toscana ed Umbria, in particolare la valle del Cerfone. Distrutti Monterchi (90% degli edifici inagibili) e Citerna, gravi danni a Sansepolcro, Città di Castello, Petretole, Lippiano, Lugnano, Padonchia, Anghiari. Avvertito anche in Lazio e Romagna. Una trentina i morti.
143° 10.11.1918 APPENNINO ROMAGNA
Epicentro nei pressi di Santa Sofia.
5.8 Santa Sofia, il paese più colpito. Danni anche a Galeata, Bagno, Civitella. Lesioni a Predappio e Verghereto. Avvertito in tutta la Romagna, in particolare a Bertinoro. Una ventina di vittime.
144° 29.06.1919 MUGELLO
Epicentro nei pressi di Santo Stefano.
6.1 Colpiti l’intero Mugello, la Val di Sieve ed il Casentino. Il sisma più violento della storia nella provincia di Firenze. Il paese più colpito Vicchio dove crolla il 50% delle abitazioni (compresa la casa natale di Giotto) e si registrano alcune decine di morti. Gravi danni anche a S. Godenzo, Scarperia, Borgo S. Lorenzo, Casaglia, Barberino, Dicomano (crolla la torre dell’orologio), Firenzuola, Bibbiena e Poppi. Migliaia i senzatetto. Almeno 100 le vittime totali.
145° 07.09.1920 LUNIGIANA – GARFAGNANA
Epicentro a Nicciano.
6.4 Sisma all’alba. Interessate Garfagnana e Lunigiana, a cavallo delle province di Massa Carrara e Lucca. Devastato Fivizzano (30 morti), distrutti Vigneta e Villa Collemandina. Gravi danni a Piazza al Serchio, Castelnuovo, Sassalbo, Villafranca, Filattiera, Pontremoli. Un centinaio i siti in cui si riscontrano lesioni, comprese la Versilia e Pisa. Avvertito dalla Costa Azzurra al Friuli. Almeno 200 vittime (molta popolazione, “avvertita” da scosse precedenti, non dormiva in casa).
146° 07.03.1928 CALABRIA CENTRALE
Epicentro a sud di Mileto.
5.8 Colpita l’area circostante Capo Vaticano e la piana di Gioia Tauro dove si contano numerosi crolli. A Gioia Tauro gravemente danneggiata la cattedrale. Danni anche a S. Onofrio, Seminara, Mileto, S. Calogero. ?
147° 27.03.1928 CARNIA
Epicentro nei pressi di Pusea.
5.8 Gravi danni in Val d’Arzino. Tra i paesi più colpiti Alesso, Marins, Tramonti, Vito d’Asio, Chiaicis, S. Stefano, Pusea. Una decina le vittime.
148° 23.07.1930 VULTURE – IRPINIA
Epicentro nei pressi di Lacedonia.
6.7 Sisma notturno, importante per sviluppo areale e danni. Lacedonia, il paese più devastato (crolla il 70% delle abitazioni). Danni ingenti anche nel Vulture, lesioni a Napoli e Salerno. Paesi più colpiti: Aquilonia, Villanova, Barile, Ariano, Atella, Rapolla, Rionero, Accadia, Villanova, Trevico, Vallesaccarda, Scampitella e Melfi.. Ricostruzione efficiente e veloce ad opera del regime fascista. Incerto il numero dei morti, almeno 1400
149° 30.10.1930 SENIGALLIA
Epicentro nei pressi di Senigallia.
5.9 A Senigallia vengono distrutti 2000 edifici e si contano una ventina di vittime. Danni anche nella valle del Metauro. Siti più colpiti: Mondolfo, S. Costanzo, Montemarciano, Marotta, Fano ed Ancona nel cui porto si verifica un leggero tsunami con numerosi ormeggi divelti e danni ai moli. ?
150° 26.09.1933 MAIELLA
Epicentro nei pressi di Lama dei Peligni.
5.7 Sisma notturno. Lama dei Peligni, tra i centri più distrutti. Altri paesi devastati: Taranta Peligna, Fara S. Martino, Civitella Messer Raimondo, Salle, Popoli. Una dozzina i morti perché la popolazione, a seguito di scosse precedenti, aveva già abbandonato le abitazioni.
151° 18.10.1936 CANSIGLIO
Epicentro ad est di Fadalto.
6.0 Interessata la zona circostante l’altipiano del Cansiglio ed il territorio di tre province attuali (Belluno, Treviso, Pordenone). Principali paesi con gravi danni: Stevenà, Fiaschetti, Cornei, la conca d’Alpago. Crolli vari a Sacile, Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano, S. Vito. Lesioni pure a Bolzano e Venezia. ?
152° 03.10.1943 MARCHE
Epicentro nei pressi di Castignano.
5.9 Sequenza sismica iniziata alcuni mesi prima. Colpite le Marche meridionali, nella zona di confine con Abruzzo e Lazio. Gravi danni ad Offida, Castignano e S. Venanzo. Lesioni ad Ascoli. 2 morti
153° 11.05.1947 CALABRIA
Epicentro macrosismico ad est di Satriano.
5.7 Satriano, spostato in mare a 15 km dalla costa secondo studi più recenti. Colpito il versante jonico della provincia di Catanzaro (golfo di Squillace). Gravissimi danni a Isca sullo Jonio dove crolla il 60% delle abitazioni. Crolli pure a Badolato, Cenadi, S. Caterina, Gasperina, Sant’Andrea, Satriano. Lesioni a Catanzaro, Soverato, Bivongi. Due vittime a Isca sullo Jonio.
154° 05.09.1950 GRAN SASSO
Epicentro nei pressi del lago di Campotosto.
5.7 Sisma all’alba. Interessati Abruzzo, Marche e Lazio nell’area dei Monti della Laga (Accumoli, Amatrice). Danni ingenti ad Isola del Gran Sasso d’Italia, Pietracamela, Campli, Penne. Lesioni a l’Aquila ed Ascoli Piceno. Sequenza sismica durata un anno. ?
155° 21.08.1962 IRPINIA
Epicentro nei pressi di Apice.
6.2 Ariano e Melito i paesi più colpiti. Sisma popolarmente definito “signore” perché ha danneggiato gli edifici ma provocato pochi morti. Ben avvertito ad Avellino e Napoli. Crollo di un ponte sulla ferrovia Avellino-Foggia. 10mila senzatetto. Una quindicina di morti.
156° 15.01.1968 VALLE DEL
BELICE

Epicentro nei pressi di Salaparuta.
6.1 Salaparuta, distrutta. Evento notturno, con sequenza sismica. Colpite le province di Trapani ed Agrigento, in particolare la valle del fiume Belice. Devastate Montevago e Gibellina dove crolla il 90% degli edifici. Numerosi crolli a Poggioreale. Gravi danni a Salemi (crollo chiese), S. Margherita, Santa Ninfa, Partanna, Sciacca, Calatafimi. Lesioni a Palermo. Sisma inizialmente sottovalutato e ritardo nei soccorsi in una zona ritenuta “non sismica”. Effetti delle scosse amplificati dalla pessima qualità edile dei fabbricati. Ricostruzione poco efficiente, bloccata a lungo da burocrazia e politica. Alcuni paesi ricostruiti altrove, in una sorta di “laboratorio architettonico”. 70mila senzatetto: soprattutto anziani, donne e bambini perché molti uomini adulti già emigrati. Quasi 400 morti.
157° 06.05.1976 FRIULI
Ancora scientificamente discussa l’esatta sede dell’epicentro, dal punto di vista macrosismico situata tra Gemona ed Artegna.
6.4 Evento intorno alle ore 21. Gemona ed Artegna, completamente distrutti. Sisma devastante che travolge un’intera regione, in particolare l’area a nord di Udine. Una settantina i comuni colpiti, 45 dei quali “rasi al suolo” secondo la definizione ufficiale. Gravi danni anche in Slovenia orientale. Segue una lunga sequenza sismica (vedi sotto). ?
158° 15.09.1976 FRIULI
Epicentro ad est di Osoppo.
6.0 Scossa appartenente alla sequenza sismica del precedente. Ciò che era rimasto ancora in piedi, crolla definitivamente. Particolarmente colpiti Trasaghis, Osoppo, Gemona, Buja, Venzone. La ricostruzione, coordinata da Zamberletti, risulterà efficiente e completata in una decina di anni. 45mila i senzatetto. Il conto definitivo delle vittime consta di 989 unità.
159° 15.04.1978 GOLFO DI PATTI
Epicentro nel golfo di Patti.
6.0 Scossa poco prima della mezzanotte. Danni ingenti a Patti dove crollano 70 edifici, diversi feriti ma nessuna vittima: la ricostruzione porta al progressivo abbandono del centro storico. Danni anche a Vulcano e lesioni nella costa settentrionale siciliana fino a Milazzo: Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Ficarra. ?
160° 19.09.1979 VAL NERINA
Epicentro nei pressi di Colmotino.
5.9 Sisma avvenuto poco prima della mezzanotte. Crolli e danni a Norcia, Cascia e zone limitrofe, soprattutto nelle abitazioni più antiche. Tra i paesi più colpiti Chiavano, Atri, Civita, Trimezzo. Lesioni anche nell’area dei Monti Sibillini. 5 morti.
161° 23.11.1980 IRPINIA
Epicentro tra Teora e Castelnuovo.
6.9 Sisma devastante. Scossa principale alle 19.34. Coinvolti Irpinia e Vulture ma anche l’intera Campania, la Basilicata e la Puglia occidentale. Distrutti Conza, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi (80% degli edifici crollato), Teora, Santomenna, Castelnuovo di Conza. A Balvano crolla la chiesa durante la messa (77 morti). Danni ingenti anche ad Avellino e Napoli dove crolla un intero palazzo a Poggioreale (52 deceduti). 30 città dichiarate ufficialmente “disastrate” mentre il 75% dei comuni dell’area interessata risulta “danneggiato”. Coinvolti 5 milioni di persone. Strade e ferrovie bloccate, l’Italia divisa in due. Gravi ritardi nei soccorsi per sottovalutazione dell’evento, confermati dal Presidente Pertini in diretta tv. Circa 3000 morti, 250mila senzatetto. Scandalo della ricostruzione con gravi speculazioni (“Terremotopoli”). Sant’Angelo dei Lombardi 482 decessi.
A Balvano 77 morti.
Avellino 82 vittime.
Poggioreale 52 deceduti.
Circa 3000 morti.
162° 07.05.1984 ABRUZZO
Epicentro nei pressi di Pizzone.
5.9 La zona interessata compresa tra Isernia-Frosinone-Avezzano. Una settantina i comuni colpiti tra cui Alfedena, Pescocostanzo, Opi, Rivisondoli, Castel di Sangro, Teano, Mignano, Sessa. Danni anche a Caserta ed Isernia dove parecchi edifici risultano inagibili. Avvertito anche a Napoli ed Ischia. L’11 maggio un’altra scossa importante provoca ulteriori danni. 6000 senzatetto. Ricostruzione molto lenta, non ancora ultimata 7 morti.
163° 05.05.1990 BASILICATA
Epicentro nei pressi di Colliano.
5.8 Colpita l’area a cavallo di Campania e Basilicata. Avvertito da Benevento a Matera. Sciame sismico durato mesi. Tra i paesi più colpiti: Paupisi, Pietragialla, Vaglio, S. Angelo delle Fratte, Ruoti, Avigliano, Tito. Danni e lesioni anche a Potenza. Molti edifici, non ancora risistemati dopo il 1980, ulteriormente danneggiati ed abbattuti. 2 morti.
164° 13.12.1990 AUGUSTA 5.7 Sisma notturno. Definito il “terremoto dei silenzi” perché spesso dimenticato dai media. Epicentro a sud di Castelluccio. Colpiti Augusta, Lentini, Carlentini, Melilli e Militello. 10mila senzatetto. Segue uno tsunami che invade il viale a mare ed il porto di Augusta, con danni comunque limitati. 17 morti.
165° 26.09.1997 UMBRIA – MARCHE
Epicentro nei pressi di Colfiorito.
6.0 Colpite Umbria e Marche. Sciame sismico iniziato a maggio e proseguito per un anno. Prima scossa notturna, la più forte alle 11.42. Danni maggiori a Foligno (dove il 14.10 crolla il campanile della cattedrale in seguito ad altra scossa), Nocera Umbra (85% degli edifici inagibili e crollo della famosa torre cittadina), Preci, Sellano, Fabriano, Camerino, Serravalle, Visso, Matelica. Ad Assisi crolla la volta della basilica superiore, uccidendo 4 persone che stavano eseguendo un sopralluogo. 32mila senzatetto. Morti totali 11.
166° 09.09.1998 POLLINO
Epicentro nei pressi di Castelluccio Superiore.
5.7 Crolli e lesioni in tutti i paesi attorno al massiccio del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria. Paesi più colpiti: Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Rivello. 2 morti
167° 06.09.2002 PALERMO
Epicentro in mare, 35 km a NE di Palermo.
5.8 Scossa principale notturna.Interessata la Sicilia settentrionale. A Palermo lesioni nel centro storico, lievi danni anche a Ficarazzi. 2 morti per infarto a Palermo.
168° 31.10.2002 MOLISE
Epicentro nei pressi di Bonefro.
5.7 Danni principali a S. Giuliano dove nel crollo di una scuola muoiono 27 bambini ed una maestra. Lesioni anche nella provincia di Foggia. 5000 senzatetto. 30 le vittime totali.
169° 26.10.2006 TIRRENO MERIDIONALE
Epicentro nel Mar Tirreno, a largo di Stromboli.
5.6 Sisma avvertito fino in Puglia, nessun danno di grave entità. ?
170° 06.04.2009 L’AQUILA
Epicentro prossimo alla frazione Collefracido del comune di L’Aquila.
5.9 Lunga sequenza sismica, evento principale notturno, alle 03.32. Colpita l’intera provincia di L’Aquila il cui centro storico è completamente evacuato ed ancora inagibile a 3 anni di distanza. Gravissimi danni a L’Aquila e nel suo circondario, in particolare nella valle dell’Aterno. Altri centri duramente colpiti: S. Demetrio, Paganica, Pizzoli, Onna, Villa S. Angelo (crollato il 90% degli edifici), Poggio Picenze, Rocca di Cambio. Nel Lazio danni ad Amatrice, Accumoli, Borgorose. Avvertito anche a Roma, con lievi lesioni. Almeno 50mila senzatetto. Evento scientificamente considerato “gemello” di quello del 1461 308 morti.
171° 20.05.2012 EMILIA
Ipocentro a circa 6 km di profondità. Epicentro nei pressi di Finale Emilia.
6.0 Sisma notturno, alle 4.03. Finale Emilia subisce numerosi crolli e gravi lesioni. Ingenti danni anche a S. Felice sul Panaro (in particolare nel centro storico) ed a Mirandola. Crollati chiese e capannoni industriali. La zona più interessata tra le province di Modena e Ferrara. Avvertito in tutto il nord Italia. 7 morti.
172° 29.05.2012 EMILIA
Epicentro nei pressi di Medolla, geograficamente più ad ovest del precedente.
5.8 Evento accaduto alle 9.00. Ancora discussa l’ipotesi se sia collegabile o no al sisma del 20.05 (altra faglia?). Ipocentro a circa 9 km di profondità. Nuovi danni nelle aree già colpite il 20.05 (Mirandola, S. Felice) ma soprattutto in altri centri: Medolla (crollo di capannoni industriali), Cavezzo (75% degli edifici lesionati), S. Prospero, Novi di Modena (dove il 03.06 crolla la torre dell’orologio). Lesioni rilevanti anche a Carpi, Cento, Ferrara, Poggio Rusco, Mantova, Modena. 19 morti, in particolare tra i lavoratori di alcune aziende industriali. Circa 15mila i senzatetto causati dallo sciame sismico. Rilevati fenomeni di liquefazione del terreno oltre a fagliazione superficiale. Secondo la classificazione ufficiale, l’area interessata dalle scosse ricadeva in “zona sismica 3” soggetta a “scuotimenti modesti” 19 morti.
173° 24.08.2016 ITALIA CENTRALE
Epicentro nei pressi ad Accumoli (Rieti).
5.8 Scossa distruttiva delle 3.36.
Colpite le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo.
Devastati Amatrice e Accumoli (in provincia di Rieti) e Arquata del Tronto (in provincia di Ascoli Piceno).
Sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa.
224 morti ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto.
Totale vittime 284.