giovedì 26 giugno 2014

Che cos’è la felicità?

Secondo Daniel Gilbert, professore di psicologia all’università di Harvard (e dirigente di un laboratorio che studia la natura della felicità umana), la felicità è un senso di benessere: "E' difficile dire cosa sia, ma lo so che quando la sento, è solo un stato di benessere, un stare bene".
Gilbert ha introdotto il termine di “felicità sintetica” intendendo quella felicità che creiamo quando non otteniamo ciò che vogliamo.
E’ la “capacità di convertire” il negativo in positivo. E’ un meccanismo che potenzialmente tutti possediamo. Come dice Gilbert: gli esseri umani possiedono un “sistema immunitario psicologico”, ossia un sistema di processi cognitivi, per lo più non consapevoli (inconsci), che li aiutano a cambiare la loro visione del mondo al fine di stare meglio e  sentirsi davvero felici anche quando le cose non vanno come avevamo programmato.
Gli studi realizzati da Gilbert hanno permesso di riscontrare che le persone non riescono a prevedere con sicurezza come agiranno in futuro e sono incapaci di determinare cosa le renderà felici o infelici: quello che oggi consideriamo catastrofico o intollerabile domani potrebbe variare e ciò che consideriamo essere una fonte sicura di felicità potrebbe non esserlo.
Questo è dovuto ad un meccanismo di “razionalizzazione compensatoria” mediante il quale, quando accadono eventi negativi le persone tendono a cercare giustificazioni che alleviano il loro stato emotivo. Per esempio, dopo una separazione le persone spesso dicono: ”non era la persona giusta per me”; dopo aver atteso, da tempo ed in vano,una promozione sul lavoro, si consolano dicendo: “ho la necessità di passare più tempo con la mia famiglia”... e così le giustificazioni continuano all’infinito.
Questa “razionalizzazione compensatoria”  avviene quando già l’evento è accaduto, tuttavia se cerchiamo di immaginarlo, non siamo in grado di razionalizzare il possibile impatto emotivo ma, prevediamo, basandoci sull’esperienza, che la nostra reazione sarà molto negativa.
Così, passiamo la vita temendo le più terribili catastrofi che probabilmente non avverranno mai e che però incidono sicuramente molto sul nostro presente.
Allora nell’incertezza di cosa ci renderà felice, che cosa ci potrebbe aiutare ad esserlo?
Gilbert afferma che ciò che più incide nella felicità sono le relazioni umane e la quantità di tempo che le persone trascorrono con la famiglia e gli amici.
Le persone sono sempre pronte a  sacrificare le proprie relazioni sociali per ottenere beni o altro, che non li renderanno felici.
Per Gilbert si dovrebbero fare degli "acquisti saggi" per la felicità: da studi effettuati, sappiamo che le persone tendono a ricevere più piacere dalle esperienze che dalle cose; in pratica avere una certa quantità di soldi da spendere per una vacanza o un buon pranzo o film, vi porterà più felicità di un bene durevole o di un oggetto.

Foto e testo tratti da
Saggio di Daniel Gilbert “Felici si diventa. La nuova scienza delle previsioni emotive”
“A Conversation With Daniel Gilbert: The Smiling Professor” - The New York Times
http://www.nytimes.com/2008/04/22/science/22conv.html?pagewanted=1&_r=3

1 commento:

  1. Condivido in pieno :-)
    Credo proprio che comprerò il libro del prof. Gilbert!

    Ciao
    Anna

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